
Amici telespettatori, vi porto buone nuove.
Sono passati vent`anni da quando i Simpson esordirono sul piccolo schermo, una dozzina da quando si è iniziato a parlare di una versione cinematografica e pochi meno da quando la qualità superlativa degli episodi ha iniziato fisiologicamente a scemare.
Ma come sospettavo, Matt Groening e la sua squadra stavano da tempo risparmiando le energie e le gag buone per il film.
"Perchè pagare per qualcosa che puoi vedere gratis in TV?" è la prima paraculissima battuta di Homer, dopo che l`adorabile Ralph ha cantato l`inno della Fox.
Ed è una domanda a cui è difficile rispondere: gli autori sono ammirevolmente riusciti a replicare la struttura tipica delle storie televisive, gonfiandola al triplo e regalando almeno una gag o un`inquadratura ad ognuno dei tanti abitanti di Springfield, senza che l`operazione risultasse forzata.
Ma quello che realmente importa è che si ride, e almeno per la prima mezzora lo si fa ininterrottamente, con tanto di occasionali applausi.
Poi gli 80 minuti (e i vent`anni) fanno sentire un po` il loro peso: non tutte le trovate sono geniali, non tutte le gag sono esilaranti, e in conclusione non si raggiunge l`apoteosi che, contro ogni previsione, i primi minuti stavano promettendo.
Non ha - e non poteva avere - la forza dei migliori episodi televisivi, ma rimane un esordio glorioso, e il giusto tributo a un gran pezzo di storia della nostra cultura.
Insomma, missione compiuta. Di più non vi racconto. Sette e mezzo.
E per l`angolo dello stalker:
