CINEMA

Me and Dr. Boll

Ora posso anche chiudere il blog.

No, seriamente... come mi supero?
Chi, meglio di Uwe Boll, rappresenta in pieno l`etica, la sostanza, l`essenza di Valido TV?
Chi può battere il peggior regista vivente?
Colui che finanzia i suoi film grazie a una legge tedesca che rimborsa i fiaschi al botteghino?
Colui che risponde alle recensioni negative sfidando i critici a boxe?

Ok, non mi dilungo su cose già dette, passiamo alle circostanze.
Salta fuori che all`annuale Frightfest siano in programma ben due film del nostro idolo: uno è l`attesissimo, demenzialissimo, scorrettissimo Postal, ennesima trasposizione da videogame che vi avevo anticipato tempo fa; l`altro è un horror più classico, Seed.
Lungi da me il rischiare soldi su un Boll serio, mi fiondo su un biglietto per Postal come il Moige su una scena di nudo.
E` lui stesso a presentarlo.
Tra le risate impietose del pubblico elenca la serie di fiaschi e delusioni che lo hanno portato a rinchiudersi nel suo studio a scrivere un film fottendosene di tutto e di tutti, censura, politica, religione, buon gusto in genere.
E uscendosene con questa trama: nella poco ridente cittadina di Paradise, un giovane e frustratissimo tizio senza nome decide di dare una svolta alla sua vita aiutando lo zio Dave, leader di una truffaldina setta religiosa, a rubare un carico di pupazzetti a scopo di lucro; caso vuole che un gruppo di talebani, guidati da Osama Bin Laden in persona, stia puntando allo stesso malloppo per scopi ben più clamorosi.
Fondamentalmente tutta una scusa per battutacce che non guardano in faccia a nessuno, e sparatorie in cui le vittime sono bambini e disabili.
Ma volete saperla una cosa? Fa ridere.

Roba da non credere.
Uwe Boll ha fatto un film che fa ridere. Cioè, apposta, intendo. Volontariamente.
Mi spiego: non azzardatevi nemmeno a pensare a South Park, o a qualsiasi cosa fatta da gente di talento.
Pensate invece a quelle notti d`estate in cui rincasate prima del previsto, o avete semplicemente voglia di relax, accendete su Italia1 e danno roba tipo Palle in canna.
Ecco. Bei tempi, eh?
Insomma: non sorprendono tanto le gag, quanto il numero di quelle che, con aspettative adeguatamente basse, in un modo o nell`altro vanno a segno. Fidatevi, non sono poche.
Il punto è che Uwe Boll rimane regista grezzissimo: lo si vede nell`approssimativa direzione degli attori (tutti comunque ottimi tranne l`insostenibile, esagerato Chris Coppola nel ruolo del leccaculo di zio Dave), e soprattutto nelle povere scene d`azione - perdonabilissimo nel contesto del genere, ma non per uno che in teoria ne ha il curriculum pieno.
Quando però credi che ce l`abbia solo con gli altri, ecco che ti infila la scena del parco di divertimenti tedesco, con le salsicce Hasselhoff, i buoni che si infiltrano mimetizzandosi con baffetto hitleriano e se stesso vestito da alpino che ammette di finanziare i suoi film con oro nazista, mentre Vince Desiderio - creatore del gioco originale - gli salta addosso gridando "hai rovinato il mio videogame". Applausi.
E il pregio maggiore del film è che nonostante tutto riesce ad essere davvero rinfrescante.
Raramente sciocca: un po` perchè l`andazzo è chiaro da subito, e un po` perchè trasmette con successo la sua voglia di essere semplicemente liberatorio, di essere solo un (mal)sano sfogo dopo che l`11 settembre ha seminato paranoia e pudore in dosi francamente eccessive.
Un film forse incosciente, sicuramente sotto la sufficienza, ma di cui onestamente c`è bisogno.
E in un mondo migliore sarebbero altri, con una reputazione spendibile, a dovercelo dire.

Ad ogni modo, a film finito scatta l`Uwe Boll show.
Innanzitutto la versione di Postal vista al festival è stata quella integrale: lo stesso Boll ha ammesso che nei primi paesi in cui è riuscito a trovare una distribuzione verrà tagliato di sette minuti. Qua nel Regno Unito salvo sorprese esce a ottobre, mentre negli USA, dove si è già preso le peggiori minacce sull`esclusiva base di una clip di 20 secondi, è ovviamente ancora tutto in alto mare.
Dopodichè il nostro spara letteralmente a zero su censura, Bush, i cattolici e su Rudy Giuliani che, alla domanda in diretta tv se crede che il mondo sia stato creato in sei giorni, «pussied out».
Ed è leggendario quando dichiara «Per diventare famoso in Germania devi scoprire di avere avuto un parente che ha tentato di uccidere Hitler, e poi fare un film su quello».
Uwe Boll è un cazzaro, ma quando ha ragione ha ragione, e io gli voglio bene.
Un giorno il figlio di Tim Burton farà un film su di lui, quant`è vero che Michael Parè è maledettamente al verde.
Se Postal dovesse arrivare in Italia, non fatevi problemi di doppiaggio.
Guardatelo, e ricominciate a sperare.

> Uwe Boll introduce Postal
> Postal: il trailer (video)
> Postal: i primi tre minuti (video)
27.08.2007 | scritto da valido


COMMENTI:

Ma pensa, alla fine il Dr. Boll esiste davvero. Ci hai fatto due chiacchiere? Beh adesso puoi permetterti di andare in vacanza per un po`. Cheers!
28.08.2007 @ 18.59
che poi quella foto è IMPAGABILE. sei tutti noi. (e lui sembra un Terry Gilliam sbagliato)
28.08.2007 @ 21.38
valido
Giuro, avrei voluto farci due chiacchere, ma non mi veniva in mente nessuna domanda che non cominciasse con "come regista fai cagare". Gli ho detto "I really enjoyed Postal", e poi sono scappato vergognandomi.
28.08.2007 @ 22.27
genna
Prima d`ora non ci avevo neanche pensato, ma da questo momento in avanti la mia ragione di vita sarà fare una foto così con Uwe Bool :O
07.09.2007 @ 22.07
valido
Ci stavo pensando solo ora, ma "Sembra un Terry Gilliam sbagliato" e` una frase che starebbe da Dio sulla locandina di Postal
09.09.2007 @ 14.32