Questa non me l`aspettavo.No, sul serio: chi è che avrebbe scommesso una lira su Len Wiseman dopo quelle minchiate adolescenziali che sono i due capitoli di Underworld?
Per di più alle prese con un progetto disperato del genere, quarto non richiesto capitolo di una saga passata di moda con protagonista un ultracinquantenne (da non confondere col prossimo Rambo, che ha per protagonista un ultrasessantenne)?
E invece guardalo che ti tira fuori l`unico blockbuster dell`estate di cui si può parlare bene senza dire "ma non capite! robottoni giganti!".
Perchè là dove Michael Bay imbroglicchiava adagiandosi su allori non ancora guadagnati, Len fa il suo compitino umile e preciso come Dio comanda.
Die hard 4.0 (il titolo inglese preferisce la sfumatura nerd al posto dell`originale Live free or die hard che fa un po` troppo Manowar) è più che degno successore della serie coltivata da John McTiernan e sopravvissuta a Renny Harlin.
Wiseman imposta tutta la faccenda mettendo il nuovo al servizio del vecchio*.
Lo fa nella trama, dove l`attacco hacker soccombe di fronte alla testardaggine tutta hardware di John McClane, detective vecchio stampo circondato da giovani geek che non apprezzano i Creedence Clearwater Revival.
E lo fa nella tecnica, dove i moderni effetti digitali vengono usati di supporto a scene d`azione old school, permettendo loro di elevarsi a livelli catastrofici che non mi facevano godere così dai tempi di True lies.
E serve il tutto con ritmo incalzante, condito da poche chiacchere se non le solite, impagabili battutissime ("Hai abbattuto un elicottero con una macchina?!" "Avevo finito i proiettili").
Ma Die hard 4.0 è anche, o soprattutto, il meritato trionfo di Bruce Willis.
Impressionante ormai la quantità di carisma che trasuda senza il minimo sforzo.
Più di quando travolge la meravigliosa Maggie Q con un SUV, più di quando salta da un camion all`ala di un jet, più di quando rieccheggia il mitico Yippee-ki-yay, basti la scena iniziale in cui spia sua figlia e ne minaccia il boyfriend.
Per quel che mi riguarda è ufficialmente il più grande eroe americano dopo Clint e John Wayne.
* questo è il ragionamento più DAMS che abbia mai fatto in vita mia