Bambina Predicatrice: "Se tu dovessi morire oggi, dove credi che finiresti nell`aldilà?"
Ciccione Di Colore Svaccato Su Una Sedia Al Parco: (serissimo) "In Paradiso."
BP: "Sei sicuro?"
CDCSSUSAP: (rimane silenzioso e impassibile)
BP: "Ehm... ok." (se ne va)
Statistiche dicono che in America esistono a tutt`oggi 80 milioni di Cristiani Evangelici, i cosiddetti fondamentalisti.Credono nel creazionismo contro la teoria dell`evoluzione, tengono i figli fuori dalle scuole per istruirli personalmente a casa, e vedono in George W. Bush il perfetto modello di uomo illuminato che agisce secondo il volere del Signore.
Imitando, o come la mettono loro combattendo l`usanza della controparte estremista islamica di addestrare futuri kamikaze già in età prepuberale, organizzano periodici campi di indottrinamento per bambini dai 5 ai 9 anni.
Esattamente come gli scout e l`Azione Cattolica, ma giusto un pelo più radicali, subdoli ed emotivamente traumatici.
Perchè, come ci viene detto, «perdonami, ma NOI abbiamo la verità».
L`incipit di questo Jesus Camp è di una potenza terrificante.
Strade di campagna americane (Missouri), un po` di statistiche in sovraimpressione, un`allarmata trasmissione radio a sfondo religioso.
Di colpo, il montaggio va dritto al cuore nero della situazione: bambini in tuta e trucco mimetico che in piena estasi mistica eseguono danze di guerra su musica incalzante, si abbandonano a balbettare sconnesso, inneggiano a Dio, scoppiano in pianti isterici, il tutto sotto lo sguardo orgoglioso e incoraggiante di educatori e genitori. Roba da far rizzare i capelli all`istante (detto da me poi...).
Ma questo è il massimo della decontestualizzazione a effetto che il documentario si permette.
Le registe Heidi Ewing e Rachel Grady puntano infatti a un`indagine più profonda e interna possibile, e non possono quindi (immagino) che adottare una strategia "alla Borat" e fingersi adepte, ottenendone in cambio scene spettacolari fin dentro ai cameroni dei bambini un attimo prima che si addormentino.
Il risultato è un`opera forzatamente sobria e onesta, del tutto priva di fastidioso "michaelmoorismo", in cui i punti più gravi della faccenda vengono toccati ma non esasperati, in cui gli autori - rigorosamente muti - non controbattono, non sfidano, ma si limitano a osservare e farsi raccontare, e in cui gli Evangelici ne escono più o meno bene a seconda di quanto vi sentite vicini alle loro stronzate.
E questo è sia il suo punto di forza che il suo limite.
L`accusa verso cui tenta di muoversi è fondamentalmente quella di lavaggio del cervello, e lo fa documentando i metodi didattici e intervistando sia gli educatori che gli stessi bambini. Ci viene mostrata la loro lucida e preoccupante convinzione, ma anche i momenti di difficoltà, come quando viene imposto di ripudiare e condannare Harry Potter (e qua secondo me è dove ai monelli spuntano i primi dubbi di coscienza). E ci sono svariati siparietti ironici, come quello a inizio post, o come quando la "wannamarchiana" direttrice Becky Fischer arriva a benedire Power Point perchè non si impalli durante la presentazione (mai viste preghiere più sprecate).
L`unica voce esplicita dell`opposizione è quindi affidata a un cattolico moderato, conduttore di una trasmissione radiofonica, che prima si lancia in allarmismi stile L`invasione degli Ultracorpi e poi, messo a confronto telefonico con la Fischer, trova come unica obiezione dialetticamente convincente l`accusa di travalicare i confini tra educazione al cristianesimo e sfacciato reclutamento al Partito Repubblicano.
Chiusura catastrofica affidata alla nomina da parte di George Bush di un Evangelico a Giudice della Corte Suprema.
Davanti a questioni del genere è difficile decidersi se discutere della forma o del contenuto.
Da moderato simpatizzante per Satana (come tutti gli atei cresciuti a forza di cattolicesimo ma traviati dall`hard rock), il mio appoggio viene a mancare già alla prima menzione seria della parola "Dio", per cui non venite a dirlo a me che questa roba è peggio di un film d`orrore. Per dire, uno dei bambini protagonisti ha già uno di quei mullet che urlano "da grande sposerò mia sorella".
Quindi, per non scrivere 4/5 pagine di bestemmie più o meno giustificate, meglio che mi fermo qua.
La professione con il futuro più luminoso del pianeta? Psicanalista in America.